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L'Archivio Giulio Spini di Morbegno

L’Archivio "Giulio Spini di Morbegno (SO)", dichiarato di interesse storico particolarmente importante dal Ministero per i Beni e le Attività culturali, Direzione Regionale per i Beni culturali e paesaggistici della Lombardia con decreto 51/2010 del 18 agosto 2010, è stato affidato in comodato d'uso dagli eredi all’Istituto Sondriese per la Storia della Resistenza e dell’Età contemporanea, presso il quale è in via di allestimento.
La Relazione di consistenza redatta dall’archivista Rita Pezzola descrive un corpus di 332 buste, a cui vanno aggiunte le 2 buste relative alla documentazione del CLN di Morbegno, donate dallo stesso Giulio Spini nel 1984, in occasione della fondazione dell’Istituto sondriese, di cui lo studioso fu cofondatore e Presidente fino al 1998. L’Archivio è corredato anche di 11 album  contenenti materiale fotografico che illustra le varie tappe della vita di Giulio Spini, dall’infanzia alla maturità, nella vita familiare come in quella pubblica.
Le carte, quasi esclusivamente novecentesche, sono costituite da una copiosissima corrispondenza familiare e politica, da studi preparatori a opere edite (Storia della Valtellina, Biografia di Ezio Vanoni) ma anche inedite (Storia della Resistenza e Storia dei Salesiani in Valtellina).
La corrispondenza familiare copre un arco temporale che comprende tre generazioni, dal 1911 al 1943, con numerose “lettere dal fronte” delle due guerre mondiali.
Le lettere di carattere politico sono indirizzate e provengono da personaggi illustri per la storia della Valtellina e d’Italia: Ezio Vanoni, Pasquale Saraceno, Giuseppe Dossetti, don Giovanni Folci.  
Sono presenti nell’Archivio opuscoli e ritagli di giornali organizzati, oltre ad abbondante materiale documentario sul Movimento cooperativo cattolico  e sulla Democrazia Cristiana.
Notevole, anche per la valenza didattica, il materiale sull’emigrazione (1910-12).
È inoltre puntualmente documentata  tutta la molteplice attività  di Giulio Spini, sia come educatore che come amministratore.
Di importanza fondamentale per la ricostruzione dell’attività resistenziale è infine la documentazione relativa alla stampa clandestina del giornale “Rinascita”, fondato diretto e stampato da Spini a Campo Tartano.
Tutto l’Archivio testimonia della generosità di un grande studioso che ha dedicato l’intera esistenza al servizio della comunità, fiducioso nella forza dell’educazione.
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2012-2014 Carte di Famiglia